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Vini Vaccaro, Salaparuta TP Le nostre terre
Le tenute della famiglia Vaccaro

Le nostre terre,
le nostre tre voci.

Novanta ettari, una famiglia, tre cru a meno di tre chilometri uno dall'altro. C.da Comune con la cantina, Annunziata-Pino in alto sul valico della Purtedda, Santa Fara nella pianura del grano. Sotto la mappa: trascinala, esplora, entra dentro le parcelle che ogni giorno ci raccontano.

Vista d'insieme

Le nostre
tenute.

90.Ettari, tre cru

Tutti i terreni dentro tre chilometri di Belìce. La cantina al centro, due cru satellite a un'ora di passi. Clicca una parcella o un nome per entrare nel suo capitolo.

Trascina, ruota col tasto destro, clicca per esplorare
I tre cru
C.da ComuneSede cantina
Annunziata-PinoLa Purtedda
Santa FaraPinot Grigio
Adesso ti portiamo dentro

Le tre terre
dall'alto.

Lasciamo per un momento la carta della rivista. Le prossime tre mappe sono satellitari, tridimensionali, fotografiche. Sono la terra come la vediamo quando alziamo gli occhi dalla bottiglia. Trascina, ruota, clicca i punti per esplorare. Quando hai visto abbastanza, torniamo a raccontare.

Capitolo i.

C.da Comune.

L'anima della famiglia.

Acquistata da Giacomo nel 1990 per realizzare il sogno della cantina. Nel 1999 si avviano i lavori. Da questi sessantanove ettari di Salaparuta nasce oggi la grande maggioranza dei nostri vini, e in particolare il Metodo Classico.

Vista dall'alto è una collina dolce che scende dai centosessanta ai centodieci metri, esposta a sud. Vista da dentro è un mosaico di parcelle, ognuna con il suo vitigno e il suo nome. La Signorina, il Lago, la Cantina: toponimi interni che la famiglia usa da generazioni.

"Quando Giacomo comprò queste terre nel 1990 era per costruire la cantina. Quando nel 1999 abbiamo aperto le porte, il sogno aveva un indirizzo. Oggi qui nasce gran parte di ciò che mettiamo in bottiglia."
Vitigni
Catarratto, Grillo, Chardonnay, Zibibbo, Merlot, Pinot Grigio
Altitudine
110-160 m
Esposizione
Sud
Suolo
Medio impasto alluvionale, scheletro tondeggiante
Capitolo ii.

Annunziata-Pino.

Il cru della rinascita.

Per gli abitanti del luogo è la "Purtedda", il valico tra il Feudo Montagna Pergola e il Feudo del Bosco delle Sinape. Acquistata nel 1986, considerata un'istituzione nella DOC Salaparuta per resa qualitativa.

Storicamente dalla parcella di Nero d'Avola nasceva il Sofè, dallo Chardonnay l'Eycos. Nel 2024 abbiamo ripiantato il Nero d'Avola, nel 2025 lo Chardonnay. A gennaio 2025 abbiamo aggiunto una nuova parcella, la Vigna Lato-Casa. Le prossime vendemmie diranno cosa farà la terra adesso. Sotto i due alberi di gelso, intanto, la nonna Caterina prepara la sua granita.

"Nel 2024 abbiamo deciso che i filari del Sofè dovevano ricominciare. Da qui non esce ancora la prossima annata: esce la prossima storia."
Vitigni
Catarratto, Pinot Grigio, Nero d'Avola (2024), Chardonnay (2025)
Altitudine
380 m
Esposizioni
Sud-Est e Sud-Ovest
Suolo
Variabile: argilloso, roccioso, limoso
Capitolo iii.

Santa Fara.

La contrada della santa protettrice del grano.

Acquistata nel 1987 in una zona pianeggiante che agevolava storicamente la falciatura. Oggi è un Pinot Grigio impiantato nel 2010, esposto a Sud-Est, a 280 metri sul livello del mare. È la più piccola delle tre, e la più semplice da raccontare: una contrada, un vino, e gli ulivi Nocellara del Belìce che la famiglia tiene da sempre.

Da qui nasce il Luna Pinot Grigio.

"Le contrade dedicate ai santi del grano in Sicilia sono molte. Questa, da qualche generazione, è dedicata all'uva e all'oliva."
Vitigno
Pinot Grigio
Altitudine
280 m
Esposizione
Sud-Est
Suolo
Sabbioso-argilloso
Si ritorna alla carta

E queste sono
le storie che vivono
dentro questi confini.

Le mappe le hai viste. Ma una mappa non racconta niente da sola: ci sono mani che hanno piantato, occhi che hanno scelto, anni che sono passati. Sotto, i numeri dei tre cru a confronto, e una storia di famiglia che attraversa cento anni di Belìce.

Scheda comparata

Tre cru,
tre numeri.

I dati per parcella di ciascun cru. Il numero complessivo aziendale, 90 ettari, include anche le parcelle minori non rappresentate in questa pagina.

C.da Comune Annunziata-Pino Santa Fara
Ruolonarrativo Sede cantinaL'anima della famiglia Cru storicoIn rinascita 2024-2025 Mono-varietale+ uliveto Nocellara
Ettari mappati 69,00 11,00 2,79
Acquisto 1990 1986 1987
Vitigni Catarratto, Grillo, Chardonnay, Zibibbo, Merlot, Pinot Grigio Catarratto, Pinot Grigio, Nero d'Avola, Chardonnay Pinot Grigio + Uliveto Nocellara
Anni di impianto Vigneto storico 1989, Zibibbo 2013, Catarratto 2017, Grillo 2019, Merlot 2020 Catarratto e Pinot Grigio 2005, Nero d'Avola 2024, Chardonnay 2025 2010
Altitudine 110-160 m 380 m 280 m
Esposizione Sud Sud-Est e Sud-Ovest Sud-Est
Sistema Guyot Guyot Guyot
Suolo Medio impasto alluvionale, scheletro tondeggiante Variabile: argilloso, roccioso, limoso Sabbioso-argilloso
Vini chiave Metodo Classico, maggioranza delle linee Sofè e Eycos (storici, reimpiantati) Luna Pinot Grigio
Storia di famiglia

Una storia
nella Valle del Belìce.

La nostra è una storia di famiglia, iniziata negli anni '70 con l'acquisto di un piccolo podere a Salaparuta, una terra ricca di storia vinicola colpita dal terremoto del '68. Giacomo e Caterina decidono di coltivare le radici del loro futuro nella calda Sicilia sud-occidentale, nel mezzo della Valle del Belìce.

1970
La prima vite
Giacomo e Caterina acquistano il primo podere a Salaparuta e iniziano a coltivare la vigna.
1986
Annunziata-Pino
Acquisto della "Purtedda", il valico storico tra due feudi. Cru riconosciuto della DOC Salaparuta.
1987
Santa Fara
Acquisto della contrada pianeggiante dedicata alla santa protettrice del grano.
1990
C.da Comune
Giacomo compra la contrada che diventerà la sede della cantina e l'anima della famiglia.
1999
La cantina
Si avviano i lavori. La cantina diventa l'indirizzo della famiglia: C.da Comune snc, Salaparuta.

Oggi i figli e i nipoti sono parte integrante dell'azienda. Catia e Luigi si dedicano al marketing e all'immagine, Carmelo sovrintende alla produzione sulle orme dei fondatori. Giacomo e Caterina sono ancora qui, tra i filari e in bottaia. I novanta ettari diventano ogni anno una stagione di lavoro, e ottocentomila bottiglie l'anno seguente.