Le nostre terre,
le nostre tre voci.
Novanta ettari, una famiglia, tre cru a meno di tre chilometri uno dall'altro. C.da Comune con la cantina, Annunziata-Pino in alto sul valico della Purtedda, Santa Fara nella pianura del grano. Sotto la mappa: trascinala, esplora, entra dentro le parcelle che ogni giorno ci raccontano.
Le tre terre
dall'alto.
Lasciamo per un momento la carta della rivista. Le prossime tre mappe sono satellitari, tridimensionali, fotografiche. Sono la terra come la vediamo quando alziamo gli occhi dalla bottiglia. Trascina, ruota, clicca i punti per esplorare. Quando hai visto abbastanza, torniamo a raccontare.
C.da Comune.
L'anima della famiglia.
Acquistata da Giacomo nel 1990 per realizzare il sogno della cantina. Nel 1999 si avviano i lavori. Da questi sessantanove ettari di Salaparuta nasce oggi la grande maggioranza dei nostri vini, e in particolare il Metodo Classico.
Vista dall'alto è una collina dolce che scende dai centosessanta ai centodieci metri, esposta a sud. Vista da dentro è un mosaico di parcelle, ognuna con il suo vitigno e il suo nome. La Signorina, il Lago, la Cantina: toponimi interni che la famiglia usa da generazioni.
Annunziata-Pino.
Il cru della rinascita.
Per gli abitanti del luogo è la "Purtedda", il valico tra il Feudo Montagna Pergola e il Feudo del Bosco delle Sinape. Acquistata nel 1986, considerata un'istituzione nella DOC Salaparuta per resa qualitativa.
Storicamente dalla parcella di Nero d'Avola nasceva il Sofè, dallo Chardonnay l'Eycos. Nel 2024 abbiamo ripiantato il Nero d'Avola, nel 2025 lo Chardonnay. A gennaio 2025 abbiamo aggiunto una nuova parcella, la Vigna Lato-Casa. Le prossime vendemmie diranno cosa farà la terra adesso. Sotto i due alberi di gelso, intanto, la nonna Caterina prepara la sua granita.
Santa Fara.
La contrada della santa protettrice del grano.
Acquistata nel 1987 in una zona pianeggiante che agevolava storicamente la falciatura. Oggi è un Pinot Grigio impiantato nel 2010, esposto a Sud-Est, a 280 metri sul livello del mare. È la più piccola delle tre, e la più semplice da raccontare: una contrada, un vino, e gli ulivi Nocellara del Belìce che la famiglia tiene da sempre.
Da qui nasce il Luna Pinot Grigio.
E queste sono
le storie che vivono
dentro questi confini.
Le mappe le hai viste. Ma una mappa non racconta niente da sola: ci sono mani che hanno piantato, occhi che hanno scelto, anni che sono passati. Sotto, i numeri dei tre cru a confronto, e una storia di famiglia che attraversa cento anni di Belìce.
Tre cru,
tre numeri.
I dati per parcella di ciascun cru. Il numero complessivo aziendale, 90 ettari, include anche le parcelle minori non rappresentate in questa pagina.
| C.da Comune | Annunziata-Pino | Santa Fara | |
|---|---|---|---|
| Ruolonarrativo | Sede cantinaL'anima della famiglia | Cru storicoIn rinascita 2024-2025 | Mono-varietale+ uliveto Nocellara |
| Ettari mappati | 69,00 | 11,00 | 2,79 |
| Acquisto | 1990 | 1986 | 1987 |
| Vitigni | Catarratto, Grillo, Chardonnay, Zibibbo, Merlot, Pinot Grigio | Catarratto, Pinot Grigio, Nero d'Avola, Chardonnay | Pinot Grigio + Uliveto Nocellara |
| Anni di impianto | Vigneto storico 1989, Zibibbo 2013, Catarratto 2017, Grillo 2019, Merlot 2020 | Catarratto e Pinot Grigio 2005, Nero d'Avola 2024, Chardonnay 2025 | 2010 |
| Altitudine | 110-160 m | 380 m | 280 m |
| Esposizione | Sud | Sud-Est e Sud-Ovest | Sud-Est |
| Sistema | Guyot | Guyot | Guyot |
| Suolo | Medio impasto alluvionale, scheletro tondeggiante | Variabile: argilloso, roccioso, limoso | Sabbioso-argilloso |
| Vini chiave | Metodo Classico, maggioranza delle linee | Sofè e Eycos (storici, reimpiantati) | Luna Pinot Grigio |
Una storia
nella Valle del Belìce.
La nostra è una storia di famiglia, iniziata negli anni '70 con l'acquisto di un piccolo podere a Salaparuta, una terra ricca di storia vinicola colpita dal terremoto del '68. Giacomo e Caterina decidono di coltivare le radici del loro futuro nella calda Sicilia sud-occidentale, nel mezzo della Valle del Belìce.
Oggi i figli e i nipoti sono parte integrante dell'azienda. Catia e Luigi si dedicano al marketing e all'immagine, Carmelo sovrintende alla produzione sulle orme dei fondatori. Giacomo e Caterina sono ancora qui, tra i filari e in bottaia. I novanta ettari diventano ogni anno una stagione di lavoro, e ottocentomila bottiglie l'anno seguente.